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Aquila

Di seguito c'è la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Aquila

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Abruzzo!
Sabato, 31 Ottobre 2009 - 09:52

Mercoledì 28 ottobre 2009 su un blog privato è apparso questo pensiero che l'UGL Vigili del Fuoco ha ritenuto giusto darne un minimo di risalto, almeno alleviamo il dolore di dover vivere con 1300 €uro al mese, con una trattenuta del 41% sulle indennità accessorie percepite per aver prestato soccorso all'Aquila, a Messina ed altrove, per cui a causa degli importi lordi di dette indennità non abbiamo più diritto neanche ai buoni libri per i nostri figli.

Grazie a te Anna Maria A,

grazie di cuore da tutti noi Angeli Custodi!


ANGELI CUSTODI ( I VIGILI DEL FUOCO ) TERREMOTO DELL'ABRUZZO
Tutto attorno a noi crollava
la vita si è fermata
in quella lunga e dolorosa notte
in mezzo alle macerie
scavavano
i nostri ANGELI CUSTODI
tutto attorno polvere ,
spavento urla e consapevolezza
per quello che stava accadendo
silenziosamente
si sentiva solo il vostro respiro
nell attesa di un segnale
di un gemito
di qualcuno ancora vivo
granelli di sabbia,di polvere
delle macerie
entravano nei vostri occhi
ma non avevate tempo per pulirvi
bisognava,dovevate continuare
a scavare .
grazie per la vostra presenza costante,
non lo dimenticheremo mai...


Pubblicato da Anna Maria A su questo Blog:
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Mobilità Temporanea Aquila Teramo e Messina
Sabato, 24 Ottobre 2009 - 19:39


Mobilità temporanea per

l'Abruzzo e la Sicilia

Trasferimenti_Temporanei_Abruzzo_Sicilia.pdf Trasferimenti_Temporanei_Abruzzo_Sicilia.pdf (23.49 KB)



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Straordinario Abruzzo!
Venerdì, 26 Giugno 2009 - 17:58


Straordinario Abruzzo!

Da 75 ore max procapite

A 150 ore max procapite


Straordinario_Abruzzo_150_Ore.pdf Straordinario_Abruzzo_150_Ore.pdf (331.96 KB)


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PDL 2468 - APPROVATO
Mercoledì, 24 Giugno 2009 - 21:24

APPROVATO

 il PDL 2468 Abruzzo

PDL 2468_1.pdf PDL 2468_1.pdf (177.88 KB)


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Emendamenti Abruzzo!
Sabato, 23 Maggio 2009 - 12:28

EMENDAMENTI ABRUZZO!

Conversione in legge del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile (1534)

Emendamenti_Abruzzo_VVF.pdf Emendamenti_Abruzzo_VVF.pdf (12.41 KB)



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Terremoto: Lolli (Pd), Aumentare Stipendio Vigili Del Fuoco
Sabato, 23 Maggio 2009 - 11:34

NEWS


Terremoto: Lolli (Pd),

Aumentare Stipendio Vigili Del Fuoco


(ASCA) - L'Aquila, 21 mag - Gli aquilani e gli abruzzesi grati ai Vigili del fuoco per l'enorme impegno di questo mese e mezzo del dopo sisma. Una gratitudine che va oltre le semplici parole. Il parlamentare del Pd, Gianni Lolli, presentera' infatti alla Camera dei deputati, una proposta di legge nella quale si chiede un incremento del compenso spettante alla categoria. L'iniziativa, concordata con la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, e col sindaco, Massimo Cialente, e' stata illustrata stamane alla cittadella della Finanza, a Coppito.

''Il grandissimo impegno quotidiano svolto dal personale del corpo nazionale dei Vigili del fuoco nelle zone colpite dal terremoto - ha detto Lolli - ha messo in luce, ancora una volta, l'inadeguatezza delle retribuzioni di tali lavoratori.

Riconoscere ai circa 30.000 operatori facilitazioni fiscali e maggiori risorse e' ormai indispensabile''. La proposta di legge si compone di due articoli. Nel primo si chiede la riduzione dell'imposizione sull'indennita' di turno, sull'indennita' notturna e festiva, sul patto per il soccorso e sulle attivita' in convenzione con le Regioni. Il secondo prevede un incremento dell'indennita' notturna e festiva.

iso/rg/lv

Lolli:

"Fate conto che sotto questa proposta di legge ci sia oltre un milione di firme, tutti gli abruzzesi che vogliono ringraziare il lavoro straordinario di questi uomini"


"Credo - ha concluso Lolli - che possa diventare una proposta di legge di tutto il Parlamento"



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Consiglio dei Ministri - Aquila
Venerdì, 24 Aprile 2009 - 11:14

GRAZIE!

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Consiglio dei Ministri 23 Aprile 2009

- AQUILA -

Prot_17_Consiglio_dei_Ministri_Aquila.pdf Prot_17_Consiglio_dei_Ministri_Aquila.pdf (98.35 KB)

Consiglio dei Ministri Aquila

MOBILITA' PERSONALE ABRUZZO

Mob_Ant_VF_Abruzzo.pdf Mob_Ant_VF_Abruzzo.pdf (92.09 KB)


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Storie dall'Abruzzo dopo il Terremoto
Domenica, 19 Aprile 2009 - 10:26

TERREMOTO: VALERIA, COSI' MI HANNO SALVATA I VIGILI DEL FUOCO


Roma, 26 apr.- (Adnkronos) - ''Siete i miei angeli. Mi avete ridato la vita''. dal letto dell'ospedale di Lanciano dove e' ancora ricoverata, Valeria Esposito incontra la squadra di Vigili del Fuoco che a 23 ore dal sisma che aveva colpito l'Abruzzo, il 6 aprile scorso, l'aveva estratta sana e salva.

''Non avevamo mai visto una ragazza con una forza d'animo forte come lei'', aveva raccontato Antonio Marini, uno dei pompieri che in quelle ore aveva parlato con lei per farle coraggio. Ora, intorno al suo letto, Valeria e i suoi salvatori raccontano a Gente, in edicola da lunedi' 27 aprile, quelle ore cariche di tensione. ''C'e' stato un momento in cui pensavo di non farcela'', ammette lei. ''Ricordo ancora la forza con cui mi prendevi il polso: non abbiamo mai avuto un solo dubbio'', ribatte Marco.

Valeria ''sentiva'' che quella sera era diversa dalle altre: aveva spostato il letto sotto una trave della stanza nel timore che un'altra scossa potesse farle cadere l'armadio addosso. ''E' stato questo a salvarti'', dicono i pompieri. ''Quando ho sentito uno di loro gridare di portare le cesoie ho il terrore che potessero far qualcosa alla gamba intrappolata'', ricorda ancora la ragazza che vorrebbe riuscire a laurearsi in ingegneria il prossimo settembre. ''Se ero sopravvissuta al crollo, non potevo morire. Continuavo a ripetermi che dovevo stare calma: dovevo lottare per riabbracciare la mia famiglia. Li sentivo vicini e pregavo'', continua Valeria nel suo racconto. E lancia un messaggio: ''Attraverso di voi voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per riportarmi alla vita, dai medici e infermieri degli ospedali di Teramo e Lanciano, dove sono stata ricoverata, ai Vigili del fuoco''.


Cari Amici e Amiche, riceviamo e pubblichiamo una delle tante storie che ci hanno colpito, ma soprattutto che mettono in evidenza l'umanità degli uomini di questo meraviglioso Corpo.


Terremoto in Abruzzo - Lettere - Ilaria, piccola sfollata, scrive a Tusciaweb per ringraziare il suo "angelo della polvere" per lo straordinario gesto Vigile del fuoco viterbese rischia la vita per l'orsacchiotto di una bimba

Viterbo - 19 aprile 2009 - ore 1,45


Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Ilaria, 11 anni, sfollata, che ringrazia "il suo angelo della polvere" Franco Figliacconi, vigile del fuoco del distaccamento di Civita Castellana, per aver recuperato il suo orsacchiotto tra le macerie -

Cari Viterbesi,

sono Ilaria una bambina di 11 anni che vive a Poggio Picenze. Il terremoto mi ha portato via tutta la mia casa i miei ricordi.

Vi scrivo per ringraziare un vostro vigile del fuoco, che sul petto aveva scritto "Viterbo" e "Figliacconi F". E' tutto quello che so.

Era il giorno di Pasqua quando, tra le nostre tende, arrivano dei pompieri.

Mio padre parla con uno di loro, dopodiché li accompagniamo in quello che rimane della nostra casa.

Loro vanno tra le case distrutte e dopo un po' di tempo tornano con molti vestiti e altri oggetti che aveva chiesto mio papà.

Io ero un po' in disparte. Uno di loro si avvicina, si china su di me e mi dice "Che succede bambina?". Io gli dico che è rimasto dentro casa il mio orsetto, l'unico amico nelle notti che mi dà coraggio.

Lui mi passa la mano tra i capelli e mi dice di non preoccuparmi. Poi si gira, parla con un suo collega e spariscono tra le macerie.

Passa del tempo e arriva un'altra scossa. Ho paura, non li vedo tornare.

Alla fine, lo vedo uscire da quelle maledette macerie con il mio orsacchiotto tra le mani.

Si avvicina, si inginocchia, io alzo gli occhi e vedo il pompiere coperto di polvere ma con un sorriso che rimarrà nel mio cuore. Mi dà il mio amico. Sono senza parole. Lui si rialza e parte per un altro intervento .

Il mio papà si arrabbia con me, perché ho fatto rischiare la vita per un orsacchiotto, ma per me è speciale, è un amico.

Ho capito che quel pompiere ha rischiato la vita per me e il minimo che io possa fare è ringraziarlo, così il mio cognome non comparirà per una volta e l'attenzione sarà rivolta a chi mi ha aiutato con tanto amore.

Grazie signor Figliacconi F., pompiere di Viterbo, il mio angelo della polvere.

Ilaria

Grazie Franco Figliacconi, anche da parte di noi tutti, sono gli uomini come te che fanno grande il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Terremoto in Abruzzo - Franco Figliacconi, l'"angelo della polvere", racconta il recupero dell'orsacchiotto di Ilaria

"Sono felice di aver regalato un sorriso a Ilaria"

di Stefania Moretti

Viterbo - 20 aprile 2009 - ore 3,10

E' ancora incredulo Franco Figliacconi, vigile del fuoco di Civita Castellana. Non si aspettava di essere diventato l'eroe di Ilaria, 11 anni, piccola sfollata di Poggio Picenze. Il suo orsetto era rimasto sepolto sotto le macerie della sua cameretta.

Ci ha pensato Figliacconi a recuperarlo, il giorno di Pasqua, e Ilaria non l'ha mai dimenticato. Tanto da scrivere una lettera a Tusciaweb per ringraziare il suo "angelo della polvere".

"In realtà gli angeli della polvere sono due - tiene a precisare Figliacconi - . Siamo stati io e il mio caposquadra, Sebastiano Lupidi, a recuperare l'orsacchiotto di Ilaria, anche se gliel'ho riconsegnato io".

Figliacconi, 41 anni, è vigile del fuoco da 18. Ha lavorato quasi sempre a Roma, ma dal 2007 è nel distaccamento dei vigili del fuoco di Civita Castellana. E' imbarazzato, nel raccontare del suo intervento a Tusciaweb.

"Non sono abituato a parlare con i giornalisti - dice -. E la lettera di Ilaria non me l'aspettavo proprio. Faccio questo mestiere da 18 anni e abbiamo fatto tanti interventi, anche più eclatanti di questo".

Ma questo è speciale. Perché lo ha ripagato con una gioia immensa.

"Accompagniamo sempre i terremotati nelle case, perché loro da soli non possono entrare - racconta Figliacconi - .

In genere, però, ci chiedono di recuperare soldi o vestiti. E' stato così anche per il padre di Ilaria. Mi sono accorto, però, che la bambina se ne stava in un angolo, silenziosa. Sembrava triste. E, infatti, quando le ho chiesto se c'era qualcosa che non andava, mi ha detto che aveva smarrito il suo orsacchiotto tra le macerie e se potevo andare a riprenderglielo".

Figliacconi ha subito parlato con il suo caposquadra e, insieme, sono saliti in casa di Ilaria a cercare "il suo amico". Mentre la terra tremava.

"La casa della bambina si trovava nel centro storico, che è andato completamente distrutto - racconta il vigile del fuoco -. Quando siamo entrati per recuperare l'orsacchiotto le scosse continuavano.

L'edificio avrebbe potuto crollare ulteriormente. Sapevamo di rischiare. Ma questa gente ha perso tutto. Non possiamo tirarci indietro. Ci piacerebbe sempre poter fare di più per loro. Per questo cerchiamo di prendere dalle case tutto quello che possiamo".

Anche un semplice orsacchiotto, se può servire a rendere felice una bambina.

"Siamo contenti di aver regalato un sorriso a Ilaria - dice -. Quando l'abbiamo vista così felice ci siamo quasi commossi. Lo rifaremmo, se ce ne fosse bisogno. Perché la situazione di queste persone è drammatica. E se non le aiutiamo noi, chi potrebbe farlo?".

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Il Collega Franco Figliacconi, l'angelo della polvere di Ilaria

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La Stanza di Ilaria dove Franco ha recuperato l'Orsacchiotto
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TERREMOTO IN ABRUZZO!
Lunedì, 06 Aprile 2009 - 09:26


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TERREMOTO IN ABRUZZO

VIGILI DEL FUOCO SUL POSTO

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Notizie flash di rilievo:
Il Presidente della Repubblica <<ansa
12:30 09-04-2009>>

NAPOLITANO: NON SONO QUI PER LE FOTO
L'AQUILA -
"Sono qui per dovere, per sentimento e anche per ringraziarvi per tutto quello che state facendo", ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a un gruppo di vigili del fuoco nella Scuola della Guardia di Finanza che ospita il quartier generale della Protezione civile per le operazioni a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.

"E' uno sforzo - ha aggiunto il Presidente della Repubblica - di efficienza e di generosità straordinari nell'ambito delle organizzazioni dello Stato e della mobilitazione dei cittadini".

TERREMOTO: COORDINATORE VIGILI DEL FUOCO 11 SETTEMBRE, 'EROI I COLLEGHI ITALIANI'

TUMMINO, IN 2 SETTIMANE GLI AIUTI DEGLI ITALO-AMERICANI PER L'ABRUZZO

ultimo aggiornamento: 09 aprile, ore 19:22
New York, 9 apr. - (Adnkronos) - "I vigili del fuoco italiani sono degli eroi". Lo ha detto all'ADNKRONOS Vincent Tummino, che l'11 settembre del 2001 coordino' i soccorsi dopo l'attentato alle Torri Gemelle, elogiando il lavoro dei colleghi italiani, impegnati nei soccorsi alle vittime del violento terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Tummino, presidente della Columbia Association che riunisce ben 3mila vigili del fuoco italo-americani di New York, si e' detto "vicino ai vigili del fuoco impegnati nelle zone colpite dal sisma" e ha annunciato: "Siamo pronti a scendere in campo per l'Abruzzo".

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Vigile stanco Abruzzo.
298 IL NUMERO DELLE VITTIME

INTANTO ARRIVANO SUL POSTO

LE COLONNE MOBILI PER SOSTITUZIONE

PERSONALE DEI VIGILI DEL FUOCO

ANCORA AL LAVORO I GRUPPI CINOFILI DEI VIGILI DEL FUOCO

Fernando Cordella è sul posto, appena possibile inseriremo le notizie dal campo.

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Pompieri in Abruzzo

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Adesso ci perdonino tutti, ma racconteremo una storia tutta nostra:

Il vigile del fuoco tradito dal cuore
Era un grande uomo Marco Cavagna e non aveva paura di niente e di nessuno. Era arrivato da Bergamo per strappare vite da quell'inferno, si fidavano tutti di lui, capo squadra dei Vigili del fuoco, cinquantuno anni, ventisette a combattere sfide impossibili, era il più esperto, il più capace, il più coraggioso. Si è sentito mancare l'aria, ma non era polvere quella che lo stava uccidendo. Un attacco di cuore vigliacco lo ha aggredito alla spalle, lui che era lì per portare la vita, alla moglie Simonetta, ai due figli Lorenzo e Francesca aveva detto tornerò quando sarà tutto finito. Non poteva immaginare che tutto sarebbe finito così.
Cercando Eleonora tra vita e morte

Dietro il salvataggio. "Andate avanti", l'ultimo ordine prima di morire

L'AQUILA
Il vecchio e il giovane hanno le facce sporche dei vigili del fuoco. Hanno barbe di polvere grigia. E gli occhi rossi. Una bacinella d'acqua per lavarsi: Claudio si toglie il grigio della terra, ma vorrebbe levarsi il nero della morte. Il vecchio è morto. L'ha steso un infarto mentre cominciava a scavare questa casa di 4 piani che ormai è soltanto una montagna di pietra rotta, in via Gennaro Finamore. Si chiamava Marco Cavagna, 50 anni, Bergamo. Lui diceva sempre che «chi salva una vita salva il mondo intero. Cerca di ricordartelo, ragazzo». Era il suo maestro, gli aveva insegnato tutto. Il giovane ha continuato a scavare senza voce fra quelle macerie, e c'erano solo morti. Ha tirato fuori marito e moglie abbracciati insieme sotto al letto, duri come le pietre che li avevano uccisi. Ha trovato Enza che non aveva più un respiro. E quando si erano fermati tutti, allora ha visto in fondo al cunicolo dei capelli che sembravano muoversi. S'è aperto un varco fra i calcinacci e ha scorto due occhi che si schiudevano. Eleonora era la prima ragazza che Claudio Ippolito poteva salvare. E' per questo che gli è venuto il cuore in gola. Ha fatto il segno del silenzio, ha sussurrato appena: «C'è una ragazza. E' viva!». Poi ha pianto: «Ce l'ha regalata Marco».

Gli altri da sopra hanno gridato e si sono abbracciati. Il fatto è che anche nella morte c'è sempre un po' di vita. Claudio è di Mestre, ha 20 anni e fa parte di un gruppo speciale dei vigili del fuoco: 9 uomini a Venezia e Treviso, 12 a Bergamo, il resto a Pisa e Roma. In tutto 60. Sono quelli addestrati per tirare fuori le persone dalle macerie. Marco Cavagna s'era sporcato la faccia altre volte nei terremoti. Insegnava ai ragazzi questa missione e diceva che uno non deve mai arrendersi «perchè c'è sempre qualcuno che ti aspettando». L'altra sera è cominciato tutto alle 7. Cavagna era morto al mattino. E gli altri hanno continuato a scavare dove lui s'era fermato, perchè il loro lavoro è fatto così e ci sono modi diversi per dire una preghiera. Non è semplice: bisogna camminare nelle nuvole, anche quando vai sotto terra. Loro erano 30 ore che non si fermavano, e i cani avevano smesso di abbaiare: voleva dire che non c'erano più vivi lì sotto. Claudio racconta che da un cunicolo scavato con le mani aveva visto Enza. Si può morire senza un senso quando ti prende il terremoto. «Lei era in piedi. Era morta in piedi». Non c'era più niente da fare. Alle sue spalle però c'era un buco, una specie di triangolo dove poter infilare la testa. Claudio ha fatto così, ci ha messo dentro il naso e ha visto i capelli, poi s'è fatto passare una pila e quando ha puntato la luce ha sentito un lamento: è lì che Eleonora si è girata e ha aperto gli occhi. Solo che quando stava per toccarla, è arrivata la botta terribile, dell'altra sera. Ha dovuto rinculare e ricominciare da capo. E' risceso, «ci siamo fatti spazio tagliando e puntellando. Lei era a testa in giù con le gambe a cavallo di un muro e un braccio era sotto un'altra parete».

Un medico ha provato a infilarle la flebo su uno dei piedi appesi, ma dopo 40 ore a testa in giù non aveva più sangue nelle gambe. «Io le parlavo, ma non mi rispondeva. Dopo ho saputo che è sorda. Le spiegavo che cosa doveva fare. Me lei mi chiedeva solo di mamma e papà. Papà è qui fuori, le dicevo, ti aspetta. E lei me lo richiedeva di nuovo». Sono andati avanti per delle ore, a ripulire il cunicolo, con la polvere dei calcinacci che scendeva incessante, come lo sgocciolìo di un rubinetto. Le hanno passato ossigeno e una garza imbevuta d'acqua, fino a quando lo spazio è stato sufficiente per liberarla. «Aveva un pilastro sopra la testa e la rete di un letto alle spalle. Noi una cosa così la chiamiamo "il triangolo della sopravvivenza". E' stata miracolata». Il resto l'hanno fatto loro, le facce sporche dei vigili del fuoco. L'ha fatto anche Marco, che s'è accasciato su quelle pietre con il cuore stremato. Quando l'hanno portato via, i vigili del fuoco hanno pregato insieme come si faceva nei vecchi film americani, con gli occhi bassi e le mani giunte: «Speriamo di trovarne vivo uno per lui», hanno detto. Poi hanno ripreso a fare quello che facevano prima. «Porté su i seci», gridavano da basso. Ma quando Eleonora è stata portata fuori da quella morte, Claudio è scoppiato in lacrime e ha abbracciato stretto un altro come lui, con la faccia sporca. «Abbiamo pianto tutti, ma non solo noi. Anche i colleghi che stavano riposando». Perché questo non è mica un lavoro come gli altri. Quando lo incrocia Ario Gervasutti che è veneziano come lui, gli dice così in dialetto, nella piega di un'emozione: «E' la prima persona che riesco a portare su viva in vita mia». Adesso è appena venuto su da un cunicolo dietro due corpi nascosti dalle lenzuola. Non li vedi. Ma capisci che sono morti dal silenzio che c'è. Lui si lava la faccia con l'acqua della bacinella. «Se vede Eleonora, me la saluti», dice. Ha ancora tanto da fare. Solo Marco sta camminando sulle nuvole.

Ciao MARCO, adesso prega per noi!




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